martedì, 09 giugno 2026 | 16:18

Intesa delle Parti sociali per la difesa dei fondi negoziali

L’avviso comune punta a rafforzare il legame tra contrattazione collettiva e previdenza complementare

Intesa delle Parti sociali per la difesa dei fondi negoziali

L’avviso comune punta a rafforzare il legame tra contrattazione collettiva e previdenza complementare

L’avviso comune del 26 maggio 2026 sulla previdenza complementare interviene sul rapporto tra contrattazione collettiva, fondi pensione negoziali e contributo datoriale, con l’obiettivo di preservare la destinazione del versamento aziendale al fondo di riferimento previsto dal contratto collettivo. Il testo richiama la Legge di Bilancio 2026 e segnala che le disposizioni sulla portabilità del contributo datoriale e sul regime sanzionatorio possono incidere sull’assetto del secondo pilastro previdenziale.

Le Parti firmatarie richiamano il ruolo dei fondi pensione negoziali nel welfare contrattuale e ne evidenziano la dimensione, indicando oltre 4,5 milioni di iscritti e oltre 81 miliardi di patrimonio. L’avviso richiama anche i dati comparativi sui costi, con un Indicatore sintetico di costo medio pari allo 0,36% su un orizzonte di 35 anni per i fondi negoziali, contro l’1,23% dei fondi aperti e l’1,82% dei PIP.

Sul piano operativo, il documento invita le categorie firmatarie dei contratti collettivi ad adottare linee di indirizzo comuni per formulazioni che salvaguardino l’autonomia contrattuale e l’inscindibile nesso tra contributo datoriale e adesione alle forme di previdenza complementare di natura contrattuale. L’avviso prevede inoltre una campagna informativa istituzionale, con il coinvolgimento delle istituzioni, delle Parti sociali e degli operatori del settore, per promuovere alfabetizzazione previdenziale e scelte consapevoli da parte di lavoratrici e lavoratori.

Il testo chiede infine che l’eventuale revisione del sistema sanzionatorio tenga conto della natura senza scopo di lucro e della governance paritetica dei fondi pensione negoziali, secondo criteri di proporzionalità, ragionevolezza e sostenibilità economica.

L’avviso è sottoscritto da Confindustria, CGIL, Confcommercio, CISL, Confesercenti, UIL, Confservizi, Confcooperative, Legacoop, AGCI e Confapi.

di Alfonso Della Corte

Fonte Contrattuale