CCNL Unionmeccanica: welfare da 200 euro entro febbraio
Confermato l'obbligo per le aziende di erogare flexible benefits ai dipendenti anche per il 2026
CCNL Unionmeccanica: welfare da 200 euro entro febbraio
Confermato l'obbligo per le aziende di erogare flexible benefits ai dipendenti anche per il 2026
Con Dichiarazione comune del 17 gennaio 2025, Unionmeccanica-Confapi e le organizzazioni sindacali Fim-CISL, Fiom-CGIL e Uilm-UIL hanno confermato l'obbligo per le aziende di mettere a disposizione dei propri dipendenti strumenti di welfare del valore di 200 euro entro febbraio 2026. La disposizione si applica in regime di ultrattività, nelle more del rinnovo del CCNL per le lavoratrici e i lavoratori addetti alla piccola e media industria metalmeccanica, orafa e all'installazione di impianti.
L'erogazione spetta ai lavoratori in forza al 1° gennaio o successivamente assunti entro il 31 dicembre dello stesso anno con contratto a tempo indeterminato, oppure a tempo determinato purché abbiano maturato almeno tre mesi di anzianità di servizio, anche non consecutivi, nel corso dell'anno. Sono esclusi i lavoratori in aspettativa non retribuita né indennizzata.
Gli importi non sono riproporzionabili per i contratti part-time, includono eventuali costi fiscali o contributivi a carico dell'azienda e sono esclusi dalla base di calcolo del TFR. Per i lavoratori reiteratamente assunti con diverse tipologie contrattuali presso la medesima azienda, i flexible benefits sono riconosciuti un'unica volta nel periodo di competenza. Questi si aggiungono a eventuali offerte di beni e servizi già presenti in azienda, sia riconosciute unilateralmente sia derivanti da accordi collettivi preesistenti.
L'art. 52 prevede che l'individuazione dei beni e servizi facenti parte del panel di welfare sia oggetto di confronto con la RSU, ove esistente, al fine di individuare le soluzioni più utili tenuto conto delle esigenze dei lavoratori e dell'organizzazione aziendale.
I lavoratori possono destinare tali valori a Fondapi, il fondo di previdenza complementare delle piccole e medie aziende, sommando gli importi al contributo aziendale nella distinta bimestrale, oppure all'assistenza sanitaria integrativa gestita da EBM Salute, il fondo del settore metalmeccanico.
di Alfonso Della Corte
Fonte Contrattuale



